La paleofrana

Che cosa è una paleofrana? Una paleofrana è un accumulo di materiale incoerente lungo un pendio dovuto ad una frana avvenuta in tempi antichi. Una paleofrana è generalmente immobile. La sua pericolosità risiede nella possibilità che questa si muova improvvisamente, a causa di fattori quali un terremoto o infiltrazioni d’acqua all’interno del materiale della paleofrana o tra la paleofrana e il piano su cui questa appoggia.

Sulla sinistra dell'incile del fiume Chiese, cioè dove il lago d'Idro si trasforma nel suo emissario, in località Ruine del comune di Idro, insiste una paleofrana in movimento continuo composta da diversi milioni di metri cubi di materiale incoerente. Nel corso degli anni, l'evoluzione della paleofrana ha compromesso la piena funzionalità delle opere di regolazione del lago d'Idro, in particolare la traversa e la galleria di scarico di fondo, cosiddetta Galleria degli agri agricoltori.

Nel 1956, i cedimenti dovuti alla disomogeneità del terreno di fondazione resero necessari alcuni interventi strutturali che causarono la riduzione della luce sinistra della traversa da 11 metri a 9 metri di larghezza.

L'area di frana è stata inserita dall’Autorità di Bacino del fiume Po nel "Piano straordinario per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e adozione delle misure di salvaguardia" e nel Piano Assetto Idrogeologico (delibera n. 18 del 26 aprile 2001, in attuazione del d.lgs. n. 267 del 1998).

A partire dal 1995 ARPA Lombardia, per conto di Regione Lombardia, ha effettuato campagne di monitoraggio sulla paleofrana grazie all'installazione di inclinometri nonché grazie a un sistema di lettura interferometrico da satellite.

Sulla base degli esiti delle campagne di monitoraggio svolte tra il dicembre 2005 e il novembre 2008 e a causa del parziale cedimento di alcuni inclinometri, ARPA Lombardia ha predisposto il progetto per un'integrazione del sistema di monitoraggio in grado di fornire i dati utili all'implementazione di un modello geotecnico della frana, con l’individuazione delle soglie critiche di deformazione e saturazione della stessa, ed il conseguente aggiornamento del Piano provinciale di protezione civile, predisposto nel 2007.

I lavori di installazione del nuovo sistema di monitoraggio sono stati consegnati a fine aprile 2011.

Regione Lombardia ha finanziato una serie di interventi al fine di ridurre il rischio del versante in frana:

  • opere di ingegneria naturalistica volte al consolidamento del piede della frana mediante scogliere, selciatoni e terre armate per un importo di 500.000 euro. L’Ente attuatore è il Consorzio di bonifica Medio Chiese.
  • lavori di sistemazione del versante in sinistra orografica del fiume Chiese, con realizzazione di drenaggi sub-orizzontali e regimazione delle acque di ruscellamento, per un importo di 774.685 euro. L'Ente attuatore è il comune di Idro.

27/11/2017